I voti del M5S nella roccaforte di 'ndrangheta. I pacchetti di voti ed altri dettagli sull'imperiese

Scritto da Ufficio di Presidenza

Nel territorio storicamente di influenza della "famiglia di 'ndrangheta" dei MAFODDA (e collegati), che va ben oltre alla "roccaforte" di Arma di Taggia e comprende Castellaro, Riva Ligure, PompeianaS. Stefano al Mare e Bussana (fraz. di Sanremo), il M5S alle elezioni politiche del 2013 ed alle elezioni europee del 2014 ha ottenuto percentuali che andavano ben oltre la media dei voti nella provincia di Imperia, e con un margine ancora superiore rispetto ai risultati conseguiti a Savona, Genova e La Spezia.

I dati riportati nelle tabelle parlano chiaro (dati ufficiali come indicato nelle note). Ed allora diventano chiare molte cose...


Tabelle voti M5S zona taggi mafodda

Alice SALVATORE
 ed il M5Snon hanno voluto dare risposta, provvedimento e soluzione in merito al rapporto del M5S con il MAFODDA Carmine (che NON si è mai distaccato e dissociato dal nucleo familiare di origine, nucleo di 'ndrangheta).

Il capolista del M5S nella circoscrizione di Imperia per le elezioni regionali, COMANDINI Daniele (strettamente legato a MAFODDA Carmine), è stato confermato, senza quindi accogliere la richiesta pubblica del Portavoce del M5S del Comune di Imperia, Antonio Russo, che chiedeva, proprio alla luce di quei rapporti, che NON fosse candidato.

 

Abbiamo quindi visto - dati alla mano - che nel territorio di competenza della 'ndrangheta di Arma di Taggia (ovvero della storica famiglia dei MAFODDA e collegati) tra il 2013 (politiche) ed il 2014 (europee) il pieno di voti lo ha fatto il M5S (che ha visto tra i propri principali attivisti quel MAFODDA Carmine della famiglia di 'ndrangheta dei MAFODDA).

Abbiamo preso atto che il M5S non ha voluto affrontare la questione che la Casa della Legalità ha documentato a partire dal 20 aprile e che anzi gli unici interventi pubblici, qua e là nella rete, di esponenti e candidati del M5S sono stati quelli di netta difesa del MAFODDA e di quel rapporto.

Abbiamo preso atto che il M5S ha confermato il proprio capolista del M5S nella circoscrizione imperiese per le prossime elezioni regionali, ovvero il COMANDINI Daniele amico fraterno di MAFODDA Carmine (della famiglia di 'ndrangheta dei MAFODDA), a cui è strettamente legato. COMANDINI confermato candidato nonostante la richiesta di escludero dalla lista promossa dal Portavoce del M5S del Comune di Imperia, proprio per il suo legame solido con il MAFODDA.

Ieri a Sanremo COMANDINI era sul palco, come candidato, accanto all'Alice Salvatore - candidata alla presidenza della Regione Liguria del M5S che NON ha mai voluto rispondere ed affrontare la "questione MAFODDA" - ed all'On. Alessandro Di Battista (vedesi foto d'apertura)

Alla famiglia MAFODDA ed affini pare non essere bastata la difesa promossa da molteplici esponenti del M5S (a partire dalla consigliera comunale di Sanremo Paola Arrigoni, passando per la consigliera comunale di Ventimiglia Silvia Malivindi, ed arrivando alla candidata alla presidenza della Regione Liguria Alice Salvatore). Volevano una difesa più pubblica, un maggior accreditamento pubblico… Infatti se MAFODDA Luca (fratello di Carmine e comune lui figlio di Palmiro, esponente di spicco del sodalizio secondo il ROS) aveva postato su facebook il richiamo "dove sono i poltronai?", nei commenti di sostegno al fratello, anche nei bar degli "amici" questa domanda echeggia… e per loro "poltronai" sono quelli che sono stati eletti, come anche, ed esempio, Albanese Mauro Salvatore ad Arma di Taggia, eletto con il forte sostegno di MAFODDA.

Una domanda che suona come un richiamo, quindi… mentre, all'ultimo momento, prima del deposito delle liste, uno dei MANNI (legatissimi, con i NIGRO, ai MAFODDA), e per l'esattezza MANNI Mario (assessore all'urbanistica e vice sindaco di Arma di Taggia), si è candidato alle elezioni regionali nella lista "LIGURIA CAMBIA" a sostegno della PAITA

La questione è complessa, come vedremo. 

Infatti, per fare un esempio, anche l'ex UDC imperiese DONZELLA Massimo ha deciso di passare al PD con cui è candidato alle regionali in sostegno della PAITA. La necessità di conquistare voti per la nuova candidatura nel nuovo partito non pare averlo scoraggiato e si è già attivato molto, soprattutto in quella terra di Vallecrosia, località dove pesa l'elettorato del"ragazzo d'oro"del capo-locale MARCIANO' Giuseppe detto "Peppino", ovvero di BIASI Armando, l'ex Sindaco di Vallecrosia dimessosi per evitare che giungesse la Commissione d'Accesso.

A Taggia non dimentichiamoci che è nuovamente candidato, con voglia di successo, il calabrese CASCINO Gabriele, candidato con la lista della PAITA, dopo l'esperienza da Assessore Regionale della Giunta Burlando, prima allo Sport e poi all'Urbanistica, in quota IDV... Quell'IDV che ai tempi del potente GAROFALO Domenico (di Taggia), nell'imperiese, contava anche rapporti con i MAFODDA… e quella stessa IDV che nel 2010 smascherammo per l'attività di supporto elettorale, nella provincia di Genova, per la DAMONTE Cinzia promossa dal boss della 'ndrangheta GARCEA Onofrio.

Ma andiamo oltre e passiamo a dati già acquisiti da lungo tempo...

Nell'imperiese l'inchiesta "MAGLIO 3" ha fatto emergere chi gestisce e come vengono gestiti i pacchetti di voti per il candidato di turno (o i candidati di turno) da parte della 'ndrangheta. Inoltre quanto documentato da "MAGLIO 3" in merito al condizionamento del voto nell'imperiese è stato, tra l'altro, anche confermato nelle motivazioni della Sentenza "LA SVOLTA" del Tribunale di Imperia.

Vediamo quindi alcuni estratti dell'Informativa “MAGLIO 3” che, documentando la trattativa tra gli esponenti della 'ndrangheta di Arma di Taggia (il LA ROSA Vincenzo legato ai MAFODDA) con SASO Alessio allora candidato alle regionali 2010, fa emergere quanto sia collaudato il sistema di condizionamento del voto, con una sorta di "pacchetti" che la 'ndrangheta mette sul piatto per stringere un "patto" inscindibile. C'è l'appoggio "semplice" che il candidato può scegliere e che prevede l'apporto dei voti controllati dalla 'ndrangheta di Arma di Taggia (ovvero il territorio controllato dalla 'ndrangheta di Arma di Taggia e che va oltre i confini di quel Comune, comprendendone altri, come si è già visto), oppure l'appoggio "largo raggio" che significa coinvolgere le altre strutture 'ndranghetiste, per verificarne la disponibilità e l'accordo, per garantire un condizionamento che va ben oltre a quello controllato dalla famiglia di Arma di Taggia e che comprende, quindi, anche, il territorio di buona parte dei Comuni dell'estremo ponente, da Diano Marina, Bordighera, Ventimiglia, Vallecrosia ecc.

Buona lettura:

(pag.157) «(...omissis...) Il dato che si rileva è il fatto che tutti gli interlocutori convengono nell’affermare che per le elezioni regionali vi sia una concorrenza spietata, quasi a sottolinearel’esigenza dell’accordo comune per vincerle. Emerge la consapevolezza di SASO Alessio che senza i 1.000 voti garantiti dalla compagine criminale, non potrà superarel’avversario Giuliano. Lo stesso pacchetto di voti, che avrebbero garantito la vittoria di MINASSO Eugenio, ora servono a SASO Alessio per evitare che si ripeta la sconfitta. SASO sa di avere 6.000 voti circa, ma ha bisogno del salto per superare il diretto avversario nella competizione per la conquista del secondo posto all’interno della medesima lista dei candidati. Emerge pertanto che nel ponente ligure esiste una componente criminale di origine calabrese capace di garantire 1.000 voti purché s’intenda a “largo raggio”.(...omissis...)»

(pag.158) «(...omissis...) LA ROSA Vincenzo,dopo aver parlato del rodato sostegno elettorale a MINASSO Eugeniosottolinea con vigore che la parola data è un patto inscindibile che esula da qualsiasi ritrattazione o ripensamento: “perché se noi diciamo questo è rosso, è rosso stasera, stanotte, domani mattina e via discorrendo”. (...omissis...)»

(pag.158) «(...omissis...) LA ROSA Vincenzo spiega che i 1.000 voti garantiti sono il frutto di una collaudata gestione e già vincente con le elezioni di Eugenio MINASSO, non solo, ma differenzia l’interessamento a “largo raggio” da quello “semplice”.

Largo raggio”  intende l’interessamento di cittadini calabresi che insistono in diverse città del ponente ligure (Ventimiglia, Bordighera, Vallecrosia, entroterra), mentre quello semplice intende esclusivamente i calabresi del comune di Arma di Taggia.(...omissis...)»

(pag.160) «(...omissis...) GANGEMI Massimo e LA ROSA Vincenzo sono per SASO la ‘ndrangheta di Arma Taggia, che corrisponde al medesimo storico locale, e testa gli interlocutori parlando di soggetti anche al di sopra degli stessi,per cui il c.d. “largo raggio” interessa i locali di ‘ndrangheta della provincia di Imperia. L’elenco fatto da SASO risulterebbe probabilmente incomprensibile ad un comune cittadino od onesto calabrese, mentre sarebbe impossibile che sfuggisse alla comprensione dei c.d. addetti ai lavori (affiliati). (...omissis...)»

(pag.162) «(...omissis...)LA ROSA Vincenzo traccia il legame dell’imperiese (da Taggia a Ventimiglia) tra i c.d. meridionali a cui bisogna parlare chiaro. (...omissis...)»


 


Nell'imperiese qualche famiglia, soprattutto i "vecchi", non hanno apprezzato questa attenzione posta dalla Casa della Legalità. Vi sono state le classiche "ambasciate"... i più classici dei segnali (che riferiamo a chi di dovere). Sono nervosi. Molto nervosi. Ma di questo si parlerà in altra occasione...

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