Comandini (M5S) con il suo comunicato conferma il saldo legame con MAFODDA Carmine (della famiglia MAFODDA che è "famiglia di 'ndrangheta")

Scritto da Ufficio di Presidenza

Il capolista del M5S per le Elezioni Regionali liguri nella circoscrizione imperiese, COMANDINI Daniele, con il suo comunicatoconferma il suo solido legame con l'«amico» Carmine MAFODDA.


Se proprio questo "tandem" con MAFODDA Carmine è stato al centro della richiesta di Antonio Russo, Portavoce del M5S di Imperia (capogruppo al Consiglio Comunale di Imperia), di non presentare alle regionali la candidatura di COMANDINI [vedi qui], è lo stesso COMANDINI che "replica" rivendicando con nettezza proprio quel legame, senza - tra l'altro - minimamente condannare la famiglia 'ndranghetista dei MAFODDA ed i soggetti a questa collegati...


Il fatto storico - che emerge da Atti giudiziari molteplici, convergenti ed univoci - che inquadra la famiglia MAFODDA come «famiglia di 'ndrangheta», così come è sotto gli occhi di chiunque la scelta concreta del MAFODDA Carmine di non disconoscere quella sua famiglia, di non ripudiare il padre Palmiro (indicato in "MAGLIO 3" come «esponente di spicco» del sodalizio 'ndranghetista), di non tagliare, quindi, ogni rapporto con i familiari, a partire da quelli già coinvolti nelle vicende giudiziarie, sono elementi che il COMANDINI non affronta e non vuole affrontare.


La «'ndrangheta di Arma di Taggia» (come definita in "MAGLIO 3"), di cui storica famiglia principale è quella dei MAFODDA, è, dai tempi di TEARDO Alberto (presidente della Regione Liguria, massone, arrestato per 416 BIS negli anni Ottanta) in avanti, "portatrice di voti". Uno degli affiliati a tale sodalizio (secondo Atti Giudiziari), il LA ROSA Vincenzo, è colui che emerge nell'inchiesta "MAGLIO 3" come l'interlocutore dei politici per la definizione del «patto» che, in diverse elezioni, ha visto appoggiare i candidati "prescelti", vuoi con appoggio «semplice» (cioè della sola zona di influenza della 'ndrangheta di Arma di Taggia), vuoi con appoggio «a largo raggio» (cioè dell'intera zona del ponente imperiese e quindi di influenza dei diversi "locali" di 'ndrangheta).


Guardando ai voti delle elezioni Politiche 2013 e delle Elezioni Europee 2014 [clicca qui o sull'immagine per ingrandire le tabelle], il M5S in quel territorio (quello controllato dalla «'ndrangheta di Arma di Taggia») ha visto nelle urne percentuali di voti largamente maggiori a quelle ottenute fuori da quella zona e nelle altre province liguri. In parallelo - proprio per dichiarazione dello stesso portavoce del M5S di Imperia - quel "successo" elettorale venne giustificato con l'indicazione data da SCAJOLA Claudio (attualmente indagato per concorso esterno dalla DDA di Reggio Calabria, con anche ampio riferimento al contesto dei rapporti e delle cointeressenze della 'ndrangheta nel ponente ligure), quale segnale per affermare la sua capacità di controllo dei voti, in quel territorio, in un momento di "gelo" con il suo partito di riferimento (PDL - Forza Italia).


Ora
, dopo che nella zona di Taggia si è evidenziato nei giorni scorsi un elevato nervosismo, con il suo comunicato COMANDINI (che nega le evidenze conclamate sulla famiglia d'origine del MAFODDA) conferma che quello con MAFODDA Carmine, di quella famiglia di 'ndrangheta mai disconosciuta da quest'ultimo, è un legame che lui rivendica con nettezza, pubblicamente, come se fosse un legame inscindibile. Ne prendiamo atto, così come prendiamo atto delle minacce di azioni legali verso chi "osa" indicare questi fatti (non illazioni), che ha il sapore di una classica intimidazione mirata solamente alla ricerca di omertà e che quindi va respinta con fermezza. 


Nel frattempo il "garante" del M5S Beppe Grillo tace, così come tace il M5S, i cui candidati in Liguria si ostinano ad ignorare la questione
documentata pubblicamente alla virgola dalla Casa della Legalità.






una foto del M5S imperiese con COMANDINI con accanto la consigliera comunale di Imperia Cara Glorio e, fra gli altri, seduto davanti alla felpa con il simbolo del M5S, il MAFODDA Carmine


La foto di copertina del diario facebook del MAFODDA Carmine quando abbiamo
sollevato il caso




Nei giorni scorsi la candidata alla Presidenza della Regione del M5SAlice Salvatore, ha inviato a Ninin un comunicato (vedi qui) in cui per l'ennesima volta compie un girotondo (dicendo anche cose non veritiere) per NON rispondere sulla questione MAFODDA-M5S-COMANDINI... Come Casa della Legalità gli abbiamo risposto così (qui il link alla replica pubblicata su Ninin):


07.05.2015

SALVATORE e M5S SULLA 'NDRANGHETA SLOGAN E TANTA OMERTA' SU CASO MAFODDA-COMANDINI
 

Sulla questione 'ndrangheta la Alice Salvatore, per il M5S, risponde come gli altri. Nulla di più, nulla di meno. 


Dal 20 aprile, quando il caso MAFODDA - M5S è stato illustrato e documentato alla virgola dalla Casa della Legalità (si veda qui lo speciale con tutti gli articoli, documenti e dati), la Salvatore con il M5S sono rimasti in assoluto silenzio

Proprio la Salvatore affermava che non bisognava rispondere ed il solo chiedere di affrontare la questione era da considerarsi un attacco al M5S (vedi qui). La Salvatore ed altri portavoce locali si sono in parallelo prodigati con difese ed apprezzamenti (dal suo "bravo Carmine" al "grande Carmine" di COMANDINI, per citarne due)  per l'esponente di quella storica famiglia di 'ndrangheta che dai tempi di Teardo (oltre a sequestri di persona, omicidi, traffici di droga, armi pesanti, estorsioni, intimidazioni) è nota per essere la "porta voti" al candidato o candidati di gradimento del sodalizio.

 

Ora che la "bazzecola" è stata ripresa dalla stampa nazionale (si veda l'articolo di Antonio Amorosi) la Salvatore dice che è "infamante" accostare il M5S alla 'ndrangheta, e non invece - si badi - il rapporto del M5S con l'esponente della famiglia 'ndranghetista. Sul merito della questione, infatti, non risponde!

 

I fatti reali dicono che MAFODDA Carmine (esponente della nota famiglia di 'ndrangheta da cui mai si è dissociato e distaccato, figlio di quel Palmiro, esponente di spicco della cosca, che mai ha rinnegato) è stato accolto dal M5S, tra i fondatori e responsabili del M5S ad Arma di Taggia. E' stato accolto il suo sostegno elettorale.

 

I fatti reali dicono ancora che nel territorio controllato dalla famiglia MAFODDA, agli Atti la «'ndrangheta di Arma di Taggia»il M5S alle elezioni politiche ed europee (si veda qui) ha incassato percentuali di voti largamente superiori a quanto raccolto nel resto della Provincia e nelle altre province (anche rispetto a territori dove aveva operato da anni). 

 

I fatti reali dicono che, nonostante anche la denuncia del Portavoce del M5S di Imperia Antonio Russo, sull'amicizia fraterna con MAFODDA, vantata ed esibita da COMANDINI Daniele, quest'ultimo sia stato confermato candidato alle regionali come capolista del M5S nell'imperiese.

 

La Alice Salvatore dovrebbe smettere di parlare della 'ndrangheta "ectoplasma" e guardare ed affrontare quella in carne ed ossa. Gli slogan ed i proclami non servono a nulla. Dovrebbe evitare di citare quanto denunciato da altri come frutto delle denunce (mai fatte) del M5S (a proposito: quali denunce a Magistratura e Reparti Investigativi, Ministero dell'Interno e Prefetture liguri ha promosso in questi anni il M5S? Noi, da parte nostra ne possiamo produrre a tonnellate. Quante iniziative contro la 'ndrangheta ha fatto in Liguria, e nel caso di specie contro gli 'ndranghetisti - con nomi e cognomi - del ponente ligure? Noi, da parte nostra ne possiamo produrre a tonnellate)

 

Allo stesso modo sarebbe anche utile che chiarissero come mai nessuna iniziativa del M5S è stata posta in essere sulla Discarica di Rocca Croaire che proprio ad Arma di Taggia e Castellaro è stata il "paradiso" di tutte le imprese di 'ndrangheta del ponente ligure, dal savonese all'imperiese.

 

E' interessante notare che la Salvatore non cita (più) le operazioni antimafia in Liguria. Come quelle sugli SGRO', PELLEGRINO, MARCIANO' e PALAMARA, FOTIA, GULLACE, FAMELI, MAMONE, NUCERA, ROMEO… e MAFODDA. Sino a qualche tempo fa citava spesso le inchieste "MAGLIO 3" e "LA SVOLTA", ora non le cita più. Probabilmente si è accorta che è imbarazzante parlare di inchieste che indicano con chiarezza la «'ndrangheta di Arma di Taggia» ed il controllo di migliaia di voti che questa mantiene, visto che la 'ndrangheta di Arma di Taggia ha un fulcro che si chiama "famiglia MAFODDA" ed affini. 

 

Il contrasto alla 'ndrangheta passa dall'intransigenza, non dagli slogan. Serve capire come la 'ndrangheta si muove e non improvvisare, serve non dimenticarsi il dettaglio che la 'ndrangheta si regge sul "vincolo di sangue". Serve sapere che la 'ndrangheta non "usa" candidati pregiudicati, li vuole lindinon punta su un cavallo solo, ma su più cavalli così da rendere ricattabili e condizionabili più soggettinon ha un colore politico prediletto ma guarda al singolo o ai gruppi che sono disponibili al compromesso

 

Servono quindi comportamenti coerenti, intransigenti ed il rifiuto dei voti che puzzano e che poi condizionano. Serve eliminare ogni possibile punto di contiguità. Questi sono gli anticorpi.

 

La Salvatore ed il M5S vogliono dare un segnale? Risolvano la questione MAFODDA - M5S - COMANDINI, in modo netto, inequivocabile e concreto. Ora - che è già tardi - perché "infamante" è questa "bazzecola" e l'ostinarsi a non affrontarla e risolverla.

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