Mar. MONTELEONE Salvatore e due dichiarazioni contrastanti... se ce le vuole spiegare...

Scritto da Ufficio di Presidenza

il Mar. dell'Arma MONTELEONE SalvatoreIl Maresciallo MONTELEONE Salvatore (fratello del politico MONTELEONE Rosariovedi qui) è in servizio presso il Comando dell'Arma dei Carabinieri di Alassio, terra adottiva per qualche anno di Giuseppe “Pino” STRANGIvedi qui – e neo località di attività del FAMELI Antonio ai bagni ZERO BEACH... C'è una storia molto particolare che lo riguarda e che ora raccontiamo. Una storia scritta anche in due Sentenze della Giustizia Amministrativa (Tar Liguria e Consiglio di Stato)...

Nel 1995 l'allora vicebrigadiere MONTELEONE Salvatore prese una licenza ordinaria e si recò in Calabria, ad Africo Nuovo (RC). Durante i festeggiamenti di fine anno, nella notte tra il 31 dicembre 1995 ed il 1 gennaio 1996, dove finì vittima accidentale di un corpo d'arma da fuoco sparato da ignoti durante i festeggiamenti.

Lo stesso MONTELEONEnell'immediatezza del fatto, denunciò ai Carabinieri della Compagnia di Bianco che era stato ferito accidentalmente. Poi, tornato successivamente a Genova si recherà alla Stazione dei Carabinieri di San Fruttuoso denunciava che la ferita gli era stata inferta volontariamente da soggetto ignoto in reazione al suo intervento in qualità di sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri...

 

Ora, è evidente che delle due una è vera e l'altra è falsa.

Ed infatti nella Sentenza del TAR Liguria – il cui oggetto vedremo a breve – i Giudici scrivono: “Dal rapporto dei Carabinieri della Compagnia di Bianco, acquisito agli atti di causa a seguito di istruttoria di questa Sezione, risulta chiaramente che il ricorrente ha fornito due versioni contrastanti dei fatti. La prima, subito a ridosso (e sul luogo) dell’accaduto, in cui egli affermava di essere rimasto vittima accidentale del colpo di arma da fuoco sparato da sconosciuti che festeggiavano il capodanno. La seconda, fornita successivamente al Comandante della Stazione dei Carabinieri di Genova S. Fruttuoso, in cui affermava che la ferita gli era stata inferta volontariamente da soggetto ignoto in reazione al suo intervento in qualità di sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri.” Ed ancora: “Risulta ancora che i Carabinieri di Bianco, sia dalle indagini esperite nella immediatezza dell’accaduto sia da quelle successive, non hanno rinvenuto nessun elemento da cui poter desumere qualche indizio che supportasse la seconda versione dei fatti, cosicché concludono che per “concordi ed univoci elementi” la ricostruzione dei fatti è quella per la quale l’accaduto è da ritenersi verificato per cause accidentali”.

Perché tale cambio di versione da parte del MONTELEONE Salvatore? La ragione è che nel primo caso i fatti accaduti e la patologia conseguente non possono essere considerati come “causa di servizio” ovvero MONTELEONE Salvatore non è stato ferito in servizio, con la seconda versione (la denuncia presentata a Genova) invece risulterebbe ferito per cause di servizio con quanto ne consegue...

I giudici del Tar della Liguria non tralasciano nemmeno di ricordare che: “Né ad ovviare a tale conclusione rileva l’archiviazione decisa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Locri, su richiesta della locale Procura, per mancanza di elementi utili alla individuazione dei responsabili e per la prosecuzione delle indagini, dal momento che i fatti così come assunti dai Carabinieri di Bianco rimangono incontestati”.

La ragione del ricorso al TAR del MONTELEONE Salvatore è il rigetto da parte del Ministero della Difesa della sua richiesta, presentata in data 8.1.1997, per ottenere l’equo indennizzo per ferimento in servizio.

Il MONTELEONE chiedeva infatti l'annullamento del rigetto da parte della Direzione Generale del Ministero della sua istanza e, contestualmente, l'annullamento del “parere medico legale espresso dal Collegio Medico Legale”, del “parere negativo espresso dal Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie in data 28.7.2000 nell’adunanza n.29 del 2000” e di “tutti gli altri atti connessi, presupposti, antecedenti, consequenziali o susseguenti”.

Insomma il MONTELEONE Salvatore che aveva denunciato di essere stato ferito accidentalmente da un colpo d'arma da fuoco (mentre era in licenza ordinaria) , subito dopo l'incidente e nel luogo dell'incidente, tornato a Genova cambia radicalmente versione definendosi vittima in Servizio. La prima denuncia non gli dava diritto a nulla la seconda versione invece si.

Con la seconda versione, fornita a Genova, come si deduce chiaramente dalle argomentazioni prodotte in ricorso al TAR dal MONTELEONE Salvatore, questi sosteneva che fosse “stata accertata dalla Commissione medico ospedaliera del C.M.L. di Genova la dipendenza da causa di servizio della ferita d’arma da fuoco infertagli nella notte di capodanno da soggetto rimasto sconosciuto, tanto che lo stesso Ministero gli riconobbe il diritto a fregiarsi del distintivo d’onore di “FERITO IN SERVIZIO”...” e quindi contestava che il Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie, prima, ed il Collegio medico legale, successivamente, avessero “respinto la domanda pervenendo alla conclusione contraria sulla base di una presunta contraddittorietà delle dichiarazioni rese dal ricorrente in ordine alla vicenda che l’aveva coinvolto”.

Insomma, MONTELEONE Salvatore sostiene (sulla base della seconda versione fornita a Genova), senza mezzi termini, di avere diritto ad un “equo indennizzo conseguente al riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità ferite multiple da arma da fuoco all’occhio destro, al massiccio facciale ed alla teca cranica, con perdita del visus”.

Il TAR di Genova accerta però che è vero che la Commissione medico Ospedaliera del Centro Medico Legale di Genova attestava la “plausibilità” della versione dei fatti (riferita dal ricorrente) che diedero luogo alla patologia enunciata... Ma, come scrivono i giudici in Sentenza: “il Comitato per le Pensioni Privilegiate, investito dalla conseguente domanda di equo indennizzo, affermò non potersi riconoscere la causa di servizio in quanto “trattasi di fatto accidentale in base alla documentazione agli atti”. Altrettanto negativo risultò il successivo parere medico legale del Collegio medico legale del Ministero della Difesa, secondo cui, le contrastanti versioni fornite dal ricorrente subito dopo l’accadimento dei fatti e le tempestive indagini svolte dai carabinieri avrebbero consentito di “ricondurre l’accaduto ad un fatto verificatosi per cause accidentali in circostanze di verosimile generale pericolo”.

Il ricorso del MONTELEONE è stato quindi respinto dal TAR della Liguria (vedi sentenza integrale qui) e questo giudizio, avverso alla richiesta del MONTELEONE, è stato quindi confermato dal Consiglio di Stato (vedi sentenza integrale qui) che stigmatizza nelle motivazioni: La vicenda presenta aspetti inverosimili, in quanto se fosse avvenuta la discussione cui è seguito lo sparo, l’appellante avrebbe potuto fornire elementi più significativi agli investigatori, quanto meno del luogo di provenienza dello sparo, ma, al di là di queste considerazioni di logica elementare, che potranno, se del caso, essere valutate dall’Amministrazione in ordine ad eventuali attivazioni che la stessa intendesse porre in essere, l’accidentalità della vicenda trova una conferma addirittura autentica nella denuncia fatta dall’appellante ai carabinieri di Bianco, nella quasi immediatezza dell’evento”

Vi sono però alcune domande.

La prima è sapere se è stato o meno annullato dal Ministero della Difesa il diritto a fregiarsi del distintivo d’onore di “FERITO IN SERVIZIOvisto che è stato accertato che non è stato il MONTELEONE ferito in servizio ma per un fatto accidentale durante una licenza ordinaria?

La seconda da chiarire è relativa ad una segnalazione giuntaci (e giunta anche ad altri), in forma anonima, da persona che appare essere ben addentro alla vicende dell'Arma, così da sgomberare il campo da ogni possibile illazione. Nella nota inviataci si indica che il MONTELEONE, rientrato in sevizio parteciò al corso per il grado di Maresciallo e vinse il concorso per avanzare al grado di Maresciallo. Ovvero l'attuale grado ricoperto. Per tale concorso, ci viene segnalato, era necessario avere “condizioni fisiche ottimali”, anche considerando che – ci viene sempre indicato - sono previste esercitazioni di tiro con pistola e armi da fuoco varie (anche bombe a mano) ed attività fisiche pesanti. [Sul sito dell'Arma in merito ai concorsi interni è indicato questo, vedi qui]. Con la grave invalidità del MONTELEONE, conseguente al ferimento accidentale (e non volontaria e per ragioni di servizio) avvenuto con arma da fuoco in Calabria, e segnalata dallo stesso per l'ottenimento della (rigettata) istanza di equo indennizzo, come poteva essere idoneo al corso?

Attendiamo fiduciosi risposta così da poterla pubblicare e sgombrare il campo da ogni equivoco... ed allo stesso modo ci chiediamo come l'Arma annoveri tra le proprie fila chi ha presentato una denuncia formale per un fatto in Calabria e poi ne abbia presentato un'altra, radicalmente opposta alla prima, a Genova.

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